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domenica 29 aprile 2012

Ecografia quadrimensionale: alcune riflessioni...



Come spesso accade, lo spunto per scrivere un articolo proviene dalla mia attività quotidiana, ma anche da quesiti che mi vengono posti via web. Alcuni pazienti mi chiedono di effettuare soltanto una ecografia quadrimensionale senza eseguire la indispensabile valutazione bidimensionale, oppure di eseguire scansioni soltanto sul viso fetale.
La mia risposta è sempre la stessa e cioè che la valutazione quadrimensionale costituisce un arricchimento della indagine bidimensionale, che è composta da numerosi step tecnici diagnostici che vanno rispettati, oltre a restituire le sembianze reali del feto.
Quanto appena detto è sicuramente vero... anche se, come per quasi ogni cosa, non è tutto oro quello che luccica...

Sono necessari alcuni accenni tecnici... (mi riferirò alla ecografia fetale, in quanto costituisce la branca di maggior utilizzo... le scansioni quadrimensionali sono però ovviamente eseguibili ed utilizzabili anche oltre la vita fetale, in vari distretti ed organi).
Le modalità di utilizzo della ecografia quadrimensionale sono molteplici, e spesso vengono identificate anche con nomi diversi, in base alla azienda che costruisce le apparecchiature...
Sintetizzando, possiamo riassumere... specificando i pro ed contro...

- Rendering di superficie:
Restituisce la anatomia "superficiale" come è realmente. Si vedranno le reali fattezze del viso, del collo, degli arti e delle estremità e così via... con molta pazienza può essere anche utilizzata per studiare le valvole atrio ventricolari cardiache, oppure altre strutture interne (es. Il cervelletto utilizzando la finestra liquida della cisterna magna, etc.). Presupposto fondamentale è che, al davanti della struttura da esaminare, sia presente una falda liquida adeguata, anche minima, e che la parte anatomica da visualizzare abbia un orientamento adeguato per consentire di acquisire un campione volumetrico soddisfacente.
Pro:
in condizioni favorevoli si ottengono immagini stupende di forte impatto emozionale. La reale ricostruzione di una struttura può aiutare molto nell' identificare un particolare anomalo magari intuito già alla ecografia bidimensionale. In presenza di patologie caratterizzate da aspetti anomali del soma facciale del feto, il rendering 3D - 4D può essere l'unico modo per intuire la anomalia, anche se spesso alcune caratterizzazioni somatiche compaiono tardivamente, oppure dopo la nascita.

Contro:
a volte per ragioni tecniche alle quali si accennava in precedenza, non si possono ottenere immagini adeguate, ed occorre fare numerosi tentativi per cercare di creare condizioni di esame appropriate.
L' uso per lo studio di particolari strutture cardiache, come i setti o le valvole atrioventricolari richiede pazienza e secondo me è applicabile in casi particolari, o per fornire una iconografia di effetto.

- Rendering osseo o di profondità:
La messa in pratica di tale modalità, risulta essere relativamente semplice, in quanto non è necessaria una falda liquida interposta per ottenere ottime immagini. Viene utilizzata soprattutto per lo studio osseo (colonna vertebrale, ossa lunghe, etc.), suture craniche comprese.

Pro:
Relativamente immediata, ottime immagini nella maggior parte dei casi.

Contro:
non credo siano presenti elementi negativi rilevanti.

- Ricostruzione volumetrica di sezioni non ottenibili con l'esame bidimensionale:
In teoria tale possibilità risulta utilissima... un esempio... Il profilo fetale potrebbe non essere visibile, ma ottenibile estrapolandolo dal volume acquisito in tempo reale...
Le apparacchiature maggiormente sofisticate consentono alcune variazioni applicative (es.la "TUI", Tomographic ultrasound imaging, che ricostruisce in automatico numerose sezioni, oppure il VCI - C plane, Volume contrast imaging, che restituisce una elaborazione del piano coronale (fondamentale in molte occasioni, soprattutto per lo studio del corpo calloso e del verme cerebellare).

Pro:
in teoria utilissima.

Contro:
in pratica ottenere delle immagini "dignitose" delle sezioni ricostruite è cosa relativamente rara, anche con la apparecchiatura maggiormente sofisticata.

- Valutazione combinata 3D - color doppler:
Tale tecnica consente di ottenere immagini combinate di varie strutture vascolari utilizzando il color doppler, inscritte in un contesto anatomico di organo. Viene utilizzata soprattutto per lo studio del cuore fetale, dei vasi cerebrali, etc.).

Pro:
immagini estremamente suggestive.

Contro:
a volte indaginosa per ottenere buone immagini, a mio parere scarsa utilità reale diagnostica.

- STIC (correlazione spazio - temporale delle immagini).
Questa metodica viene utilizzata soprattutto per il cuore fetale, e consente, dopo la acquisizione di un volume, di studiare "a tavolino" le varie strutture cardiache, rappresentando un potente sistema diagnostico.

Pro:
aumenta realmente le possibilità diagnostiche sul cuore fetale.

Contro:
richiede tempo aggiuntivo per la valutazione, è una tecnica purtroppo poco conosciuta o considerata dai vari specialisti e quindi praticamente mai richiesta.

Alla fine di questa breve descrizione (e mi scuso per le notevoli esemplifiazioni che sono state adottate) e dopo aver praticato attivamente sin dalla sua disponibilità la tecnologia quadrimensionale, vorrei trarre delle conclusioni.
La ecografia quadrimensionale, con le sue svariate varianti applicative, costituisce un indubbio successo tecnologico, e come tale, andrebbe supportato.
La estrema suggestione iconografica che si ottiene può essere di per sè appagante... per i genitori, per il medico che vuole esibire un lavoro scientifico... Però... Ancora molta strada c'è da percorrere...
In alcuni casi l'aiuto reale diagnostico risulterà evidente, ma in buona parte dei casi la diagnosi o il sospetto di diagnosi è ancora pertinenza indiscutibile della ecografia bidimensionale, che risulta insostituibile.
La tecnologia quadrimensionale rappresenta un bel contorno, suggestivo sicuramente ed anche utile, ma che non costituisce a mio parere, elemento fondamentale per la diagnosi, tranne che in casi particolari.
In un prossimo futuro, le cose potrebbero cambiare...
Rispondo anche ad una domanda che mi viene posta spesso... E cioè la differenza fra ecografia tridimensionale e quadrimensionale.
C'è la stessa differenza fra una foto ed un filmato.
Nella eco 3D avremo una struttura tridimensionale ferma, nel 4D si avrà invece una struttura tridimensionale in movimento.
Prendendo come esempio il visino fetale, nel 3D avremo in pratica la "foto" delle fattezze trimensionali, nel 4D potremo vedere il piccolo muoversi, "sorridere", o assumere altri atteggiamenti.
Anche se la tecnologia alla base del tridimensionale e del quadrimensionale è diversa, una eco 4D si trasforma in un certo senso in eco 3D quando scattiamo una foto durante un esame ecografico quadrimensionale.
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